MUSIKA: Rapporti con Aziende

INTERVISTA AD AUGUSTO CHERUBINI – produttore commerciale Musika Expo di Elisa Cappai 

 

Augusto Cherubini ha raccolto l’eredità dei suoi genitori: un’azienda che da oltre sessant’anni emerge come punto di riferimento nel panorama della vendita degli strumenti musicali a Roma.

Ci racconta quanto sia necessario ed emozionate lavorare ogni giorno per offrire alla musica un nuovo orizzonte, fatto soprattutto di momenti come quello di Musika Expo.

 

Augusto Cherubini, uno dei fondatori di Musika Expo. Qual è stato il percorso che l’ ha portato dalla vendita all’organizzazione di eventi? Come ha incontrato la musica e perché ha scelto di sostenerla con la sua attività commerciale e con la manifestazione?

 

Il mio legame con la musica è famigliare. I miei genitori insieme ai miei zii hanno fondato quest’azienda oramai più di sessant’anni fa. Sono cresciuto in mezzo agli strumenti e alla musica fin da bambino, da sempre. Anche l’incontro con Musika con la k avviene in un certo senso grazie ai miei genitori. La nostra azienda è sempre stata promotrice di eventi. Il primo festival pop italiano agli inizi degli anni Settanta fu fatto in collaborazione con noi, a villa Pamphili, in un periodo in cui sembrava che i grandi momenti musicali fossero possibili solo in Inghilterra e in America.

In particolare l’incontro con Musika nasce dalle batterie. Avevo parlato con AlfredoRomeo (direttore di note riviste del settore delle batterie) della possibilità di creare un evento legato al mondo dei batteristi. Un giorno Paolo Ricci (responsabili della Perl in Italia) mi disse “vai a vedere cosa fa Mirella Murri”. Mirella organizzava dei seminari e workshop, proponeva dei momenti di formazione che anche io tentavo di organizzare, ma lei le faceva con grande successo: era molto più brava di me. Una donna intraprendente con grandi capacità organizzative, abile, sveglia.

La contattai e ci fu subito unicità d’intenti: anche lei voleva far crescere la sua organizzazione di seminari e worshop. Con Mirella cercammo contatti con il mondo dei batteristi, in particolare l’Associazione dei batteristi che stava nascendo in quelle settimane. Lì conoscemmo Lucrezio e anche lì fu amore a prima vista per tutti e tre. Ci ritrovammo la settimana dopo a parlare dell’evento e quindi a metterlo in piedi.

Ci siamo trovati subito bene e abbiamo iniziato con Batterika, manifestazione che ha avuto subito un grande successo. Avevamo intercettato una necessità del mercato, un bisogno di molti; avevamo creato qualcosa che mancava. I batteristi sono sempre stati una grande tribù, sono una comunità molto unita e questo ha creato subito unione all’interno alla manifestazione. Già la prima edizione, che si tenne al Parco della Musica, fu un grande successo, anche per noi inaspettato. Da qui è nata l’idea sei anni dopo di creare manifestazione dedicata alla chitarra e al basso: Elettrika, un altro evento con la k, un altro successo.

È venuta spontanea la scelta di allargarsi, di abbracciare gli strumenti musicali e i musicisti in genere, ed è nata Musika grazie anche alla collaborazione con noi di StrumentiMusicali.net. Nicola e Fabio sono due persone fantastiche e molto collaborative. Si sono offerti di unire i loro sforzi ai nostri per questo progetto e tuttora rappresentano un importante apporto.”

 

Lei è parte del team organizzativo, un nucleo ben integrato ma in cui ognuno di voi lascia emergere la propria specificità. Qual è il suo ruolo?

Ci siamo assegnati fin dall’inizio dei ruoli. A Lucrezio De Seta spetta la direzione artistica. Non poteva essere altrimenti, vista la sua capacità di avere una visione ampia di ciò che è l’arte nella musica, al di là del suo strumento. Il mio ruolo è di contatto con le aziende. Facendo questo mestiere ho contatti giornalieri con le aziende costruttrici o distributrici di strumenti musicali. Il ruolo di Mirella Murri è quello di mettere in campo la sua capacità organizzativa.

Questi ruoli si sono sviluppati nel tempo e ognuno di noi è cresciuto all’interno della propria competenza. A volte capita di sforare e di sovrapporsi, ma in generale rimaniamo abbastanza legati ai nostri ruoli. Credo che anche questa sia una delle ragioni della nostra coesione: la capacità di tenere divisi i nostri ambiti senza invadere uno il campo dell’altro, nella totale fiducia.

 

Lei che ha colto un’eredità famigliare così importante per la musica pensa che sia importante il ruolo delle famiglie nella diffusione della cultura musicale? In che modo Musika è in grado contribuire ad una nuova formazione ed educazione per i giovani e meno giovani?

 

Io credo che ci sia un passaggio genitoriale. Le famiglie che hanno un’educazione musicale tendono a trasmetterla, ma purtroppo sono lasciate da sole.

Inutile nascondere o negare che lo Stato in questi decenni ha abbandonato la musica come istruzione. La musica è scomparsa dalle scuole, è stata completamente cancellata. Questo è stato un grande danno per la cultura del nostro paese.

Se abbiamo una grande cultura del cibo e del vino è perché nel nostro paese si apprezza, si produce e si diffondono questi valori. Se non facciamo questo anche con la musica siamo destinati ad impoverirci e questo è quello che è successo: ci siamo musicalmente impoveriti.

La cultura musicale può esistere solo se è diffusa tra la gente. Uno dei passaggi fondamentali è far ritornare la musica nell’istruzione – dall’asilo alle scuole elementari – per arricchire la base di cultura personale. Non perché si debba diventare grandi musicisti o concertisti, ma perché la musica ha numerose implicazioni positive. È una delle poche attività che costringe i due emisferi del cervello a lavorare insieme, ed è innegabile che questo migliora le capacità di lettura e interpretazione nei bambini. Tutti i bambini che studiano musica vanno meglio anche a scuola e non è un caso. La musica non è un optional, ma una cosa necessaria e utile.

Per questo motivo la manifestazione e l’attività commerciale che svolgo tutti i giorni hanno come obiettivo soprattutto l’avvicinamento delle persone e dei bambini. A questi ultimi durante l’evento è dedicata un’intera area in cui vengono proposti incontri di musica d’insieme e lezioni individuali.

La fiera è momento di incontro proprio per chi non ha mai preso in considerazione la musica. Quei visitatori che d’improvviso si trovano immersi, circondati da musica suonata e con la possibilità di di farla. Qualcuno ritorna e si appassiona. È così, attraverso la sperimentazione diretta, che noi speriamo di diffondere un messaggio.

 

Mi ha colpito quando ha parlato di senso di comunità tra i batteristi, definendoli come una “tribù”. Forse perché in questo momento storico c’è molto bisogno di spirito di comunità anche altrove. Quanto di questo sentimento di unione si percepisce durante Musika?

 

Tanto. È esattamente questo che si respira passando in qualsiasi corridoio. Si vedono scene di musicisti che si incontrano e si abbracciano; persone che per mestiere o per vita si vedono poco e invece durante questo evento si ritrovano. Musika riunisce tutti i musicisti dell’orizzonte romano e non solo, fa un grande effetto vedere tutte queste persone che si incontrano. Perché lei ha ragione: c’è grande bisogno di ricostruire comunità in tutte le aree sociali, non solo nella musica, dove noi portiamo il nostro contributo.

La musica purtroppo ha attraversato l’era della rete che ha costretto e ha impedito la vendita della musica. Oggi i proventi della vendita di musica che finiscono nelle tasche dei musicisti sono insignificanti, questo è un grave danno. Ma d’altro canto questa situazione ha indotto gli artisti a uscire molto di più a suonare. Trovo che negli ultimi anni sia cresciuta la musica suonata dal vivo, si suona molto di più, anche se i cachet non sempre sono adeguati all’impegno e allo sforzo dei musicisti.

 

Musika quest’anno ha una veste nuova, più ampia. Quali sono le novità che ci dobbiamo aspettare il 20 e il 21 ottobre?

 

Intanto ci aspetta una mezza giornata in più. Sabato pomeriggio apriremo la manifestazione che non si terrà, come nelle edizioni precedenti, soltanto la domenica. Questa è una novità importante, che denota l’aumento dell’interesse nei confronti della manifestazione. Un crescente aumento che negli anni si è tradotto nella scelta ampliare sempre di più l’evento al punto che è stato necessario spostarlo in quattro sedi diverse nell’arco della sua vita. Ogni volta avevamo bisogno di uno spazio maggiore.

Anche in questa edizione abbiamo ampliato ulteriormente lo spazio, nei limiti della capienza dell’attuale location, perché non era più sufficiente. E di conseguenza abbiamo pensato di ampliare anche il tempo per dare la possibilità a più persone di partecipare.

 

Le propongo una domanda che ho fatto anche agli altri organizzatori. Qual è la cosa più entusiasmante e quella più frustrante nell’organizzazione di un evento di questa portata?

 

Quella che mi entusiasma di più è l’incontro con la gente, con le persone, con tutte le varie sperimentazioni e i vari generi che Musika abbraccia. Non solo le mie possibilità di incontro ma anche quelle degli altri. Le persone che partecipano sentono di stare in una zona franca, un ambiente dove tutti socializzano con tutti, senza nessuno scudo, senza nessuno schermo. Tutti sono disposti a dialogare ad abbracciare chi è vicino senza nessuna barriera e questa è una cosa che mi colpisce molto.

La cosa che mi ha frustrato è aver percepito poca considerazione da parte delle istituzioni, disinteresse da parte delle amministrazioni pubbliche, nei confronti di un evento che secondo me ha un’enorme valore per tutta la comunità.

 

L’ultima domanda di rito: se Musika fosse una canzone quale canzone sarebbe?

 

 

Tutte. Come faccio a dire una canzone? Sarebbe un limite scegliere una canzone ed è già un limite dire la parola “canzone”. Sul palco troviamo dalla musica classica al jazz, ai seminari di musicisti di ogni genere. Noi abbracciamo tutto. Quindi nessuna canzone, dentro Musika c’è tutta la musica.

INTERVISTA A FABIO DE FAZIO – produttore commerciale Musika Expo di Elisa Cappai

 

Strumentimusicali.net è il più grande portale italiano di vendita strumenti musicali on line. Dietro ci sono Fabio e Nicola, i due soci fondatori. Dentro c’è tanta passione, quel desiderio di creare momenti di diffusione della cultura musicale che li ha condotti a conoscere Musika e a contribuire con la loro competenza alla riuscita di un grande evento.

 

Iniziamo con le presentazioni. Chi è Strumentimusicali.net e come incontra Musika?

 

Chi è strumenti musciali.net? In primis un’azienda commerciale formata da due soci, io e Nicola –ci tengo a sottolinearlo perché noi siamo inscindibili –. Siamo la realtà italiana più grande per quanto riguarda la vendita on line di strumenti musicali. Abbiamo anche un punto vendita a Roma, aperto tre anni fa con il marchio Play.

Sempre su Roma organizzavamo un evento chiamato Show. In quegli anni abbiamo partecipato anche a Elettrika e Batterika. Il format ci è piaciuto molto, così abbiamo proposto agli organizzatori (Mirella Murri, Lucrezio De Seta e Augusto Cherubini) di unire il nostro know how al loro ed è nata Musika, dall’unione di queste tre manifestazioni: Elettrika, Batterika, Show, tutte con lo stesso obiettivo: la diffusione della cultura musicale. Tant’è vero che è prima gli eventi erano sempre gratuiti e le persone partecipavano gratuitamente a qualsiasi forma di attività.

Chiaramente con il passaggio a Musika la manifestazione si è notevolmente professionalizzata e tutti abbiamo scelto di investire ancora di più. Adesso c’è un biglietto di ingresso, ma il fine – sia per noi di Strumentimusicali.net che per loro – resta lo stesso: migliorare la proposta legata alla fruizione della musica sia a livello locale che nazionale. Per perseguire questo fine speriamo anche di riuscire a fare sì che gli appuntamenti aumentino.

 

Quindi qual è il vostro ruolo all’interno della manifestazione?

 

Il nostro ruolo all’interno di Musika è la cura e la gestione del rapporto con le aziende.

Musika è fatta dalle esibizioni, ha una consistente parte live, caratterizzata da una proposta eccellente di clinic, seminari e concerti veri e propri. E poi c’è una parte espositiva molto importante, che permette alle persone di incontrare direttamente le aziende, i produttori e i distributori. Noi abbiamo fortemente evoluto e potenziato quest’ultima parte, dal momento che con il nostro lavoro abbiamo maturato e coltivato rapporti diretti con le aziende. Rapporti di sinergia strettissima, grazie ai quali abbiamo potuto chiedere a produttori e distributori di esporre e anche di investire sulla manifestazione. Per esempio, molti endorser partecipano a Musika a nome dei produttori e dei distributori.

Quindi il nostro ruolo è quello di gestire i rapporti con le aziende e di creare questa sinergia tra utenti finali, produttori e distributori.

 

Sinergia è un termine che ricorre spesso nelle interviste a voi organizzatori dell’evento. Fa capire come si sia creata un’ottima relazione tra di voi. Questa capacità di collaborare la ritrovi anche tra le aziende che partecipano a Musika? In fondo si tratta di competitor. Durante i giorni dell’evento qual è l’atmosfera?

 

Musika non è orientata alla vendita ma alla pubblicizzazione e fruizione del prodotto. Forse è questo ciò che fa la differenza. È uno spazio aperto per diffondere e spiegare le varie possibilità che il mercato offre. Quelle opportunità che troppo spesso non vengono percepite dall’utente finale. C’è molta poca competizione e molta voglia di creare sinergia, si respira uno spirito collaborativo molto bello.

Mi piace molto vedere il clima conviviale che si crea quando termina l’evento, quando alla fine si va tutti a cenare insieme e trovi allo stesso tavolo chi lavora per azienda diverse. Sì, sono apparentemente competitor, ma tutti hanno a cuore la stessa cosa.

 

Mi hai detto che gli utenti non percepiscono e raggiungono le possibilità che il mercato offre. In che modo Musika cerca di rimediare a questa mancanza?

 

A differenza di altre manifestazioni del settore riusciamo ad abbracciare tutto quello che rappresenta la nuova possibilità di fare musica: musica elettronica, novità nell’ambito delle schede audio e altro. È vero, siamo nell’epoca di internet e sembra facile avere accesso ad alcune informazioni, ma ti assicuro che gli utenti molto spesso non arrivano a conoscere realmente le novità. Ad esempio non esiste un riferimento italiano per la pubblicizzazione delle novità del settore. Inoltre non esiste modo di provarle, se non andando in negozio.

Il target di Musika non è solo il cliente romano ma anche chi vive nei territori limitrofi, dove a volte i negozi non offrono la possibilità di provare le novità di livello più evoluto. Si finisce per vederle soltanto on line.

Musika offre la possibilità di conoscere questi nuovi prodotti e per di più di scoprirne le potenzialità direttamente dalla voce di chi le ha progettate, non soltanto dei dimostratori.

Ti puoi immaginare Musika come una demo permanente di un giorno e mezzo in cui le aziende e gli utenti si incontrano, dialogano e si conoscono, valorizzando il meglio del mercato.

 

È molto bello percepire nel tuo racconto che Strumentimusicali.net non è solo un portale. C’è veramente molto di umano nel vostro ruolo ed è quello che vi ha portato a diventare parte integrante di Musika. Cosa ti ha spinto a buttarti nell’impresa e cosa ti ha convinto che avrebbe funzionato?

 

Il tutto è nato da un rapporto consolidato con Mirella Murri. Io la stimo molto e dalla nostra collaborazione in altri ambiti è nata questa sinergia, oltre a una profonda stima lavorativa che ha reso naturale far evolvere la collaborazione in altri progetti.

Noi abbiamo un buon bacino di utenza (a oggi Strumentimusicali.net ha quasi 400.00 utenti iscritti sul sito) ed è effettivamente la più grande realtà italiana del settore, nonché un eccezionale contenitore di gente profilata. Chi sceglie di iscriversi sicuramente non è un generalista ma un musicista. Noi volevamo mettere a disposizione questo bacino d’utenza, favorendo in primis il target. In questo modo gli utenti diventano i destinatari di un processo di diffusione della cultura musicale e possono incontrare le aziende al di fuori del mercato di consumo (un contesto nel quale è difficile trovare i giusti momenti di aggregazione). E ovviamente anche le aziende possono incontrare le persone al di fuori del contesto tipico della vendita.

Conoscendo le capacità di Mirella Murri dal punto di vista organizzativo e stimandola soprattutto a livello umano è venuto spontaneo unirci per pensare un progetto più grande. E sin dal primo anno ci siamo accorti che era assolutamente vincente perché fin dal primo anno è stata una manifestazione di rilievo.

 

Qual è la cosa che ti ha entusiasmato di più e quale quella che ti ha frustrato?

 

L’entusiasmo c’è in tutto quello che facciamo. Il nostro fine primario è la passione per la musica. È bellissimo vedere come alla fine della manifestazione ogni anno cresca la partecipazione del pubblico e la voglia di partecipare. Alla fine della manifestazione abbiamo persone che ci chiedono quando sarà la prossima edizione, altre che mesi prima prenotano gli alberghi. Stiamo parlando di qualcosa che avviene raramente nel nostro settore.

Mi entusiasmo soprattutto quando mi accorgo che ci sono migliaia di persone interessate e persone che ci ringraziano per quello che facciamo, mi fa percepire quanto la musica è passione e unione, capace di aggregare tantissimi artisti sotto un comune denominatore. Amo molto il momento conviviale della cena del sabato sera, quando è difficile dire di no a qualcuno e ci ritroviamo sempre in tantissimi.

Cosa mi frusta? Probabilmente che qualcuno nel nostro settore non abbia capito la valenza e l’importanza proprio di questo stare insieme. Lo scorso anno purtroppo (o per fortuna?) abbiamo avuto solo una o due voci fuori dal coro. Mi auguro che queste voci rientrino presto, perché tutti stiamo lavorando per tutti, per far crescer la musica a Roma, nel Lazio e magari, un domani, anche in Italia. Remare contro non fa bene a nessuno perché stiamo lavorando in nome di chiunque operi e ami la musica in Italia.

 

Se dovesse essere una canzone Musika che canzone sarebbe?

 

La prima che mi viene in mente. Mi viene in mente “Vivo per lei” di Andrea Bocelli e Giorgia, perché noi tutti, chiunque operi in questo settore, viviamo per la musica, è ciò che ci unisce (il nome della manifestazione, Musika, lo esprime chiaramente).

Tutti noi viviamo da e per la musica.

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