La chitarra acustica contemporanea – Master Class di Pino Forastiere

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Il chitarrista Pino Forastiere, percorrendo la sua esperienza personale, durante la master class affronterà gli aspetti relativi alla tecnica meccanica nell'ambito di quella che oggi è definita “chitarra acustica contemporanea”. Si discuterà anche del ruolo del chitarrista/compositore, cercando di tracciare alcune linee indicative per quanto riguarda la composizione per chitarra acustica.

Programma della Master Class
1. La chitarra intesa come fonte sonora (tipi di chitarre, legni, corde)
2. Le tecniche chitarristiche ortodosse e contemporanee: dal finger-style alle tecniche avanzate quali tapping, hammers, muting, uso percussivo. Sincronia nello sviluppo polimetrico e poliritmico.
3. Accenni di approccio compositivo in relazione alle tecniche meccaniche con riferimenti a forme e strutture. L’importanza degli elementi nella composizione.
4. Il suono delle dita, ovvero l'importanza di lavorare sulla qualità acustica nella produzione del suono.
5. Lo sviluppo tecnologico riferito all’aspetto elettro-acustico. La chitarra acustica in studio di registrazione e sul palco.



Pino Forastiere
Quindici anni di carriera con la chitarra acustica a tracolla, nove dischi all’attivo come leader (dei quali cinque da solista) e svariate cd compilation, centinaia di concerti in Stati Uniti, Europa e Canada, decine di interviste a tutta pagina e a tutto web, e altrettanti speciali radio e tv: Pino Forastiere, compositore chitarrista lucano (romano di adozione) continua il suo percorso musicale sulla strada dell’innovazione tecnica e compositiva sullo strumento più popolare del mondo che nelle sue mani diventa una piccola orchestra.

Curioso, inquieto, sperimentatore, amante di tutta la grande musica (dalla barocca al rock), generoso sul palco e introverso in salotto, avido consumatore di arte, primo chitarrista italiano ad essere prodotto dall’etichetta statunitense Candyrat Records (e primo ad uscirne), oggi Pino Forastiere si autoproduce e accanto all’inseparabile Martin D28 del 1957 pone una “LAB guitar” a 16 corde, prototipo costruito sulla sua prima chitarra acustica dal paziente liutaio Davide Serracini. Perché va detto, ormai tra parentesi, che dopo essersi diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia con una chitarra a dieci corde, quando era ancora un giovane concertista classico Pino comperò per pochissimi soldi una vecchia chitarra acustica Eko Chetro con il manico spezzato. La chitarra classica non c’è più da moltissimi anni, ma la Eko è ancora lì, reinventata e piena di corde.